Un caso clinico: Estrusione ortodontica di un incisivo seguita da un' impianto.

Il dente e' mobile e dolente ed e' gia' stato devitalizzato. Una paziente di 65 anni, si presenta alla nostra attenzione, con una profonda tasca mesiale e distale all’incisivo superiore destro, che appare mobile e dolente. Il dente e’ gia’ stato devitalizzato.
In accordo con la Paziente si decide di effettuare un' estrusione ortodontica, seguita da un impianto.

L’estrusione ortodontica e’ una tecnica utilizzata per indirizzare e dirigere la neoformazione di osso, e sfrutta un principio ben conosciuto in ortodonzia:
Quando un dente viene spostato da forze ortodontiche, le sue fibre parodontali vengono stirate, dal lato opposto al movimento. Questa trazione, genera la trasformazione degli osteociti in osteoblasti (cellule ossee in grado di generare nuovo tessuto osseo).
Secondo questa tecnica, quando estrudiamo un dente, provochiamo cioe’ un’estrazione molto lenta (circa 1 mm al mese), l’osso si forma nella direzione della trazione, lasciando quindi una buona sede per posizionare un impianto. Anche i tessuti molli seguono questo movimento, quindi la gengiva Montata l'ortodonzia, si inizia ad estrudere il dente. ed il tessuto connettivo si abbassano, seguendo il movimento del dente.
A volte questa rappresenta la migliore soluzione per situazioni particolari, in cui la perdita ossea non consentirebbe di mettere un impianto e ottenere un’ estetica accettabile. Le alternative possibili sono:

1)Intervento di trapianto di osso autologo. Si tratta di un intervento molto pesante che richiede una sede di prelievo (mento, anca, calvaria), un lungo tempo di attecchimento ed un nuovo intervento per posizionare l’impianto. Quindi : Un intervento invasivo, un tempo lungo, un esito estetico incerto..

2) Una tecnica di rigenerazione guidata (GBR guided bone regeneration), utilizzando osso autologo o sintetico + membrana. Una attesa di vari mesi per la neoformazione di osso e un nuovo intervento per il posizionamento dell’impianto. Anche in questo caso avremmo un intervento invasivo, un tempo lungo, un esito estetico incerto.

3) Altre soluzioni protesiche:
- Ponte con altri elementi. In questo Il dente inizia a scendere trascinando con se l'osso che lo sostiene ed anche la gengiva. caso la soluzione avrebbe coinvolto i 6 denti anteriori con un bloccaggio da canino a canino. Sacrificando denti ancora sani e con una soluzione estetica discutibile, trattandosi di una paziente con un ampio diastema interincisale ( spazio tra gli incisivi).


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