Tutte le domande e le risposte sugli impianti

Ho l'osteoporosi posso inserire degli impianti ?

Generalmente si. Difficilmente l'osteoporosi causa problemi alle ossa mascellari da sconsigliare l'uso di impianti .

A quanti anni è possibile inserire degli impianti ?

Dal momento del raggiungimento dell'età adulta non ci sono più problemi . Nell'adolescenza è sconsigliabile ricorrere agli impianti in quanto non sarebbero in grado di seguire l'osso nella sua crescita .

Sono stato operato di tumore , posso mettere Impianti ?

Se non è in chemioterapia , non è stato irradiato nei sei mesi precedenti e gode di uno stato di salute generale buono , la risposta è si .

- Quanto dureranno le protesi e gli impianti che mi verranno inseriti ?

Non è possibile dare una risposta a questa domanda , che equivale a cercare di sapere quando moriremo . Si può dire che il successo di un impianto prevede la sua sopravvivenza , con relativa protesi , di almeno il 90 % dei casi a dieci anni di distanza . Questa percentuale indica da sola che , se correttamente eseguito . l'intervento di implantoprotesi e perfettamente comparabile come durata ad una protesi tradizionale se non addirittura superiore .

- C'è il rischio di rigetto ?

No !! Il Titanio è un materiale inerte dal punto di vista della risposta immunitaria e non induce fenomeni di rigetto .

- Che rischi corro durante l'intervento e nel decorso post-operatorio ?

Gli stessi rischi che corre in un comune intervento odontoiatrico dal suo dentista . L'anestesia è esattamente la stessa e le complicanze post-operatorie sono assimilabili per entità a quelle che si possono verificare dopo una estrazione (piccole emorragie , gonfiore da edema infiammatorio , possibilità di infezione da parte di batteri presenti nel cavo orale ). La complicanza infettiva è la causa più comune di insuccesso . E' agevolmente controllabile con l'uso di antibiotici e dell'igiene orale . Lesioni più gravi si possono determinare solo per imperizia o incidente fortuito durante l'intervento , ma sono assimilabili ai rischi che si corrono quando si interviene per l'estrazione dentale . La pianificazione accurata dell'intervento con l'aiuto di radiografie pone al riparo dall'errore .

Un mio conoscente ha riportato una parestesia permanente della zona mandibolare dopo l'inserimento di un impianto . Perché è successo ?

E' successo perché il chirurgo non ha valutato attentamente gli spazi disponibili ed ha causato una lesione del nervo mandibolare . E' un errore grave ma è un errore operativo e non una complicanza .

Perché devo attendere 2-4 mesi prima di avere la mia protesi mentre un mio conoscente l'ha avuta dopo 15 giorni ?

Esistono vari tipi di impianto che hanno tempi di guarigione diversi . La tecnica attualmente piu' utilizzata è quella dell'impianto osteointegrato a vite sommersa che prevede tempi di osteointegarzione di 2-4 mesi; cosi come le lame ed i cilindri cavi o pieni .La vite semplice (Muratori , Pasqualini , Bellavia etc .) può essere caricata in tempi più brevi se non immediatamente . Le attuali tendenze sono orientate alla vite sommersa che permette una maggiore flessibilità protesica ed estetica .

- Mi hanno detto che è sbagliato collegare con un ponte denti naturali ed impianti . E' vero e perchè ?

E' vero . Il dente naturale presenta una elasticità durante la masticazione , determinata dalla presenza del legamento parodontale , che l'impianto non possiede in quanto viene integrato dall'osso per anchilosi . Questa differenza fa si che durante la masticazione si creino delle microtensioni sulla struttura protesica che potrebbero causarne la rottura o portare alla frattura dell'impianto .

La protesi fissa su impianti è cementata o avvitata ?

Sono presenti tutte e due le soluzioni le quali hanno svantaggi e vantaggi che solo l'esperienza del medico può valutare al momento di decidere quale adottare.

Quali sono i pazienti che possono affrontare l’intervento? E a chi è invece sconsigliato?


Praticamente tutti i pazienti possono affrontare l’intervento, sta al vostro odontoiatra mettere in luce eventuali controindicazioni per lo più di carattere locale. Le controindicazioni mediche assolute al posizionamento degli impianti sono molto rare. Il rischio di infezione focale con un impianto osteointegrato è molto scarso e sicuramente minore che con un dente devitalizzato. Il limite tra controindicazioni relative ed assolute non è netto e comprende l’analisi di diversi parametri. Pazienti con diabete compensato o con anemia o altre problematiche sistemiche possono essere curati da un team chirurgico ben addestrato che deve attenersi rigorosamente al protocollo chirurgico e alle norme di asepsi.
Il consumo di tabacco aumenta il rischio di insuccesso del 10% circa e costituisce una controindicazione a trattamenti più complessi quali gli innesti ossei, ma non è controindicazione assoluta all’inserimento normale di impianti.

Anche i portatori di handicap possono accedere all’intervento?

L’intervento di implantologia presenta le stesse problematiche di qualsiasi altro intervento odontoiatrico pertanto un ambulatorio privato o una struttura pubblica che sia attrezzata per curare pazienti handicappati potrà facilmente svolgere questa tipologia di intervento. Naturalmente anche se nulla osta all’inserimento di impianti in tali pazienti sta alle capacità del clinico valutare attentamente i rapporti rischi-benefici di un simile trattamento tenuto conto che il successo a lungo termine degli impianti è strettamente legato alla capacità di mantenere un’elevata igiene orale il che non è sempre facilmente realizzabile nel paziente handicappato.

Quanto dura l’intervento?

Dipende strettamente dalla complessità dell’intervento: da meno di un’ora per un impianto singolo in presenza di un volume osseo sufficiente ad alcune ore (tre al max) se si devono posizionare numerosi impianti in una cresta che deve essere rialzata o in caso di rialzo del seno mascellare.

L’intervento è doloroso?

Assolutamente no, il paziente viene adeguatamente anestetizzato con i metodi dell’anestesia locale che impiega mepivacaina, articaina, lidocaina e vasocostrittori aggiungendo eventualmente il protossido d’azoto (vd. Capitolo macchinari) che aiuta nella sedazione del paziente. In casi estremi è anche possibile far intervenire un anestesista in sede ambulatoriale per una sedazione più profonda.

Se si deve eseguire una rigenerazione ossea l’intervento si complica? E in che modo?

In alcuni casi la quantità di osso presente non è sufficiente all’inserimento di impianti di lunghezza adeguata né ovviamente alla loro stabilità (si parla di stabilità primaria). Oggi sono disponibili diverse tecniche chirurgiche per la rigenerazione dell’osso ai fini implantari . Naturalmente questo richiede che l’operatore sia esperto in questo tipo di trattamenti e che il paziente sia completamente informato circa le modalità di esecuzione, le eventuali complicanze e la tempistica richiesta dall’intervento. Infatti come descritto nell’apposito capitolo spesso queste tecniche devono essere eseguite prima del posizionamento degli impianti per poter aumentare l’osso e solo dopo 6 mesi si possono inserire gli impianti che dovranno attendere ancora qualche mese per essere caricati.

Posso lavarmi i denti normalmente? E, se non ho i denti come pulisco i punti di sutura?

I denti devono essere lavati normalmente e i punti di sutura che possono essere di seta o di altro materiale riassorbibile o no devono essere sciacquati con collutorio a base di clorexidina e/o detersi con un cottonfioc imbevuto di collutorio o di acqua ossigenata.

Dopo l’intervento devo rispettare il riposo assoluto?

Se l’intervento ha avuto una durata superiore all'ora e mezza e vi è stata una qualche forma di sedazione è consigliabile che il paziente venga riaccompagnato a casa ed osservi almeno 24 ore di riposo, in caso contrario lo si può considerare alla stregua di un qualsiasi altro intervento odontoprotesico e dipende dalla reattività individuale il dover osservare un maggiore o minore riposo.

Quanto dura un lavoro di protesi su impianti?

Esistono ormai in letteratura controlli che attestano il buon funzionamento di protesi ormai da più di 15 anni. Ovviamente nella protesi implantare assume un’importanza fondamentale il mantenimento degli impianti da un punto di vista igienico e da parte del professionista che li ha inseriti. Esistono soluzioni protesiche più azzardate dove gli impianti inseriti sono particolarmente corti magari in sedi dove il carico masticatorio è elevato ed altre molto sicure come le protesi fisse complete eseguite in sede mandibolare e appoggiate su sei impianti interforaminali ( tra le emergenze dei due forami mentonieri) di notevole lunghezza (maggiore di tredici mm). Queste ultime hanno sicuramente una prognosi più favorevole e di ciò bisogna tenere conto dando una risposta a questa domanda che richiede in realtà una molteplicità di considerazioni che devono essere svolte da caso a caso. Ad esempio l’occlusione è un elemento fondamentale di cui tenere conto.

Di quali materiali è realizzabile la protesi su impianti?

Bisogna distinguere gli abutment (perni) avvitati direttamente sugli impianti dalle corone che possono essere a loro volta avvitate o cementate sugli abutments. I perni o abutments sono l’equivalente dei monconi protesici mentre le corone equivalgono alle corone di protesi fissa.I primi possono essere acquistati dalla casa produttrice degli impianti ed essere in titanio oppure possono essere confezionati dall’odontotecnico con una lega d’oro.
Per la protesi vera e propria è stata finora utilizzata prevalentemente la lega nobile che permette la costruzione di protesi in ceramica.
Recentemente esiste anche la possibilità di costruire corone in Titanio che verrà poi ricoperto di ceramica. Naturalmente le protesi rimovibili ancorate su impianti vengono realizzate normalmente in resina con una sottostruttura di rinforzo simile all’acciaio (lega cromo-cobalto). Anche le corone fisse possono essere realizzate in resina (provvisoriamente) o in composito.

In caso di perdita di uno o due impianti in una ricostruzione protesica totale si perde tutto il lavoro?

No non sempre, risulta però necessario apportare qualche modifica al lavoro di protesi.

Mi è stato estratto un dente, quanto tempo devo aspettare prima di poter mettere l' impianto?

Subito dopo l'estrazione andra' inserito nell'alveolo un sotituto dell'osso e una membrana (tecnica GBR guided bone regeneration) e dopo 60 giorni circa, sara' possibile mettere l'impianto.

Prima di inserire un impianto deve essere sempre eseguita una rigenerazione ossea?

No, dipende dalla quantità di osso disponibile.Talvolta è sufficiente una piccola aggiunta di osso nella sede implantare che però si può prelevare nell’atto stesso della preparazione del sito implantare mediante uno speciale filtro che viene collegato ad un’aspiratore chirurgico.

C’è una differenza tra il tipo di impianti che si posizionano a sostituzione di un incisivo o di un molare?

Ovviamente sì: il molare è un dente di notevole diametro e soprattutto con due o tre radici, questo significa che può essere sostituito sia per funzione sia per estetica da un impianto a grande diametro (anche 5 mm o più) oppure, se lo spazio lo consente, da due impianti ciascuno nella sede della precedente radice. L’incisivo viceversa è un dente monoradicolato e saranno gli spazi e le esigenza estetiche (incisivo centrale superiore più grande; incisivo laterale o incisivi inferiori) a dettare il diametro dell’impianto che potrà essere usato.

Che cos’è il rialzo del seno mascellare?

E’ un intervento che si deve eseguire quando l’osso per inserire impianti nella zona posteriore del mascellare superiore è insufficiente .

Come viene gestito il periodo senza denti?

In genere il periodo senza denti non esiste o esiste solo per pochi giorni nel caso in cui si eseguano interventi estesi tali per cui il posizionamento di un provvisorio mobile al di sopra della ferita potrebbe comprometterne gravemente la guarigione e potrebbe costituire già una sorta di carico immediato per gli impianti sottostanti.

Le ultime tre Immagini concesse con autorizzazione e tratte da Sistemi di Implantologia -
dott. ssa Antonella Tani Botticelli, Dott. Antonio Renzi, dott. Daniele Botticelli -
Edizioni Ariminum Odontologica