La devitalizzazione (cura canalare)

Fig.1 Tavola anatomica del dente. Quando è necessaria?

La polpa dentaria, contenuta all'interno del dente, comunemente indicata con il termine di "nervo del dente", è in realtà un tessuto connettivo altamente specializzato,contenente arterie, vene, terminazioni nervose e cellule connettivali (fig.1).
In seguito ad una carie profonda e relativa contaminazione batterica,oppure in seguito ad un trauma, la polpa va incontro ad infiammazione ed infezione: è il quadro, clinicamente spesso doloroso, della pulpite.
L'infiammazione acuta o cronica (ovvero più o meno rapida nella sua evoluzione) si può propagare al di fuori dell'apice della radice dentaria e diffondersi all'osso alveolare circostante provocando lesioni definite come ascesso o granuloma e visibili in radiografia come un'area scura (rarefazione ossea) intorno all'apice della radice (fig.2). In questi casi l'indicazione ad un trattamento endodontico è assoluta, essendo l'unica alternativa all'estrazione dell'elemento dentario in questione. Un'altra indicazione al trattamento endodontico è il rifacimento di una precedente cura endodontica mal eseguita o fallita: il ritrattamento Granuloma apicale endodontico.

In cosa consiste?

La devitalizzazione (cura canalare), consiste nella rimozione del tessuto pulpare sia a livello della corona sia a livello delle radici e nella sostituzione del tessuto rimosso con un'otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata sagomatura dei canali radicolari (fig.3).

Quanto dura?

La devitalizzazione (cura canalare) è abbastanza lunga soprattutto per i molari, poichè necessita di una o più sedute a seconda dei casi. I tempi operativi della devitalizzazione sono i seguenti:
• Anestesia locale (l'intero trattamento è completamente indolore)
• Ricostruzione pre-endodontica della corona dentale quando questa è distrutta, allo scopo di lavorare in condizioni ottimali di isolamento del campo operativo
• Isolamento del campo operativo mediante la cosidetta diga: cioè un foglio di gomma teso ad un archetto di plastica e tenuto in situ da un uncino metallico
• Apertura della camera pulpare attraverso la corona dentale
• Ritrovamento del o dei canali. Misurazione della lunghezza Fig.3 del canale (dalla corona sino all'apice radicolare) mediante una radiografia o un localizzatore apicale. La dose di radiazione assorbita nell'esecuzione di una radiografia ad uso odontoiatrico è minima. Il rapporto rischio/beneficio è altamente a favore del beneficio (e di una corretta cura endodontica)




• Strumentazione dei canali mediante uno strumento endodontico che asporta la polpa canalare, batteri e sostanze infette creando nel medesimo tempo una forma a cono, adatta a ricevere il materiale di otturazione
• Lavaggi con ipoclorito di sodio, potente antisettico, per ottenere un ambiente il più possibile asettico
• Riempimento permanente dei canali con guttaperca, materiale plastico e modellabile con il calore, associato al cemento canalare.
• Controllo radiografico della fine della cura
• Ricostruzione del dente a scopi protesici

Farà male?

Durante la devitalizzazione (cura canalare) il dolore è completamente assente grazie all'anestesia locale. Un indolenzimento, Con il microscopio operativo e' possibile vedere nei canali del dente. che può essere soggettivamente più o meno lieve, è quasi sempre presente nei due-tre giorni successivi alla cura endodontica. Si può ovviare con un qualsiasi analgesico. In rarissimi casi, in radici particolarmente infette, a causa della mobilizzazione ed al passaggio di batteri oltre apice può svilupparsi un ascesso, ovviamente doloroso; l'insorgenza di queste complicanze non pregiudica il successo della terapia endodontica iniziata. In questi casi è necessario il drenaggio dei canali: questo si può ovviamente ottenere ritornando pochi minuti in studio.

Cosa si ottiene con la devitalizzazione?

Il recupero dell'elemento dentale e la possibilità del suo reinserimento (con il restauro protesico) nell'arcata dentale.
La percentuale di successo di un trattamento endodontico corretto è, in condizioni normali, elevatissima.
La percentuale diminuisce nei casi di ritrattamento, quando cioè la cura canalare è già stata effettuata in precedenza in maniera inadeguata (cure corte, errori di strumentazione, presenza di varianti anatomiche, etc.)
In questi casi, comunque, si Isolamento del dente in diga per la cura canalare. può intervenire chirurgicamente con apicectomia ed otturazione retrograda in modo da aumentare le probabilità di successo.